Κυριακή, 21 Ιουνίου 2009

ITALY - SECOND TOPIC: ECONOMIC CRISIS IN ITALY



ECONOMIC CRISIS IN ITALY


Everyday we receive alarming news about the implications of the current economic crisis and recession both for Italy and at international level. Yet the effects of this crisis are not equally distributed throughout the various social components.
After decades during which the Italian as well as the international industrial and financial sectors raked huge profits without investing anything in innovation and competitive interventions, after the Eldorado times, now everyone thinks for himself even claiming the state rescue and support.
The increasing number of luxury cars and SUV circulating in the streets can confirm this; on the one side there are those categories which can exploit this economic phase increasing prices (thus having the possibility to buy luxury cars and goods) while others, without having any protection tool, suffer these prices' increases being unable to pay loans, mortgages and even everyday food.
The main victims of this mechanism are the employees and workers having to pay the growing economic costs of this crisis in terms of increase in food and energy prices and the demolition and politicization of the welfare state (education, health, security, public services, etc.). Firings and reductions in purchasing power are suffered by these workers while big managers can survive thanks to their past revenues and profits.
The only remedy to cope with this crisis and recession is an economic policy based on justice and equity. This crisis and the increases in prices are not a problem for the richest categories but are a dramatic issue for low income people. The problem is that in Italy the political relevance of these categories is close to zero...









MOUNTING PRESSURE
By Dominic Laurie
Europe business reporter, BBC News, Rome- 2009

Italy's debt levels are still greater than the total value of its economy. Business confidence is down badly and growth is slowing rapidly. (…)
A number of factors have combined to put on the brakes, not least the fact that Italy chooses not to have nuclear power and as a result, relies heavily on expensive imported oil and gas for its energy.
Exports are suffering because of the strong euro, a significant problem because Italy's economy is far more reliant on foreign sales than many others in Europe.

'Too many rules'
Italy's current problems have affected the job market.
Once very rare, temporary contracts are becoming more common - and more unpopular.
Young people say they cannot plan for the future - buy a house, get married - when their employment status is so uncertain. Italian businesses, though, say they need this greater flexibility to reduce costs. Labour reform is one of the few government achievements cheered by Confindustria in the last few years.
About 100km outside of Rome is a typical Italian firm. Run by Franco Fraschetti, his wife and his brother, the company was set up more than 100 years ago, by his grandfather. It imports garden equipment, turns over $90m (£45m) a year, and is expanding. The company is an Italian success story, but even here, there is gloom.
"It's difficult for a private company like this to survive in the difficult circumstances our country throws up every day," Franco says. "There are too many restrictions, too many rules, they're so complicated, so sophisticated! I don't think the elections will make any difference, I am a bit of a pessimist








LA CRISI ECONOMICA IN ITALIA


Ogni giorno riceviamo notizie preoccupanti sulle implicazioni riguardanti l’attuale crisi economica riguardo all’Italia e a livello internazionale. Eppure gli effetti di questa crisi non sono ancora distribuiti in modo uguale nei vari strati sociali.
Dopo decenni durante i quali i settori finanziari e industriali italiani ed internazionali hanno rastrellato enormi profitti senza investire in interventi innovativi e competitivi, dopo il tempo “dell’Eldorado”, ora tutti pensano a se stessi, richiedendo aiuto e sostegno da parte dello stato.
Il numero crescente d’automobili di lusso e SUV che circolano nelle strade lo conferma, da un lato ci sono le categorie che possono sfruttare questa fase congiunturale con l'aumento dei prezzi (e quindi avere la possibilità di acquistare auto e merci di lusso), mentre altri, senza avere alcun strumento di protezione, subiscono l’aumento dei prezzi, trovandosi in difficoltà a pagare i mutui, le rate per il riscatto delle ipoteche e persino il cibo quotidiano. Le principali vittime di questo meccanismo sono i dipendenti e i lavoratori in generale che devono pagare i costi economici crescenti di questa crisi in termini d’aumento dei prezzi dell'energia e del cibo, nonché la distruzione e la politicizzazione del welfare sociale (istruzione, sanità, sicurezza, servizi pubblici, ecc .). Licenziamenti e riduzioni del potere d'acquisto sono subiti da questi lavoratori, mentre i grandi managers possono sopravvivere grazie ai loro passati ricavi e profitti.
L'unico rimedio per far fronte a questa crisi e alla recessione è una politica economica fondata sulla giustizia e l'equità. La crisi e gli aumenti dei prezzi non sono un problema per le categorie più ricche, ma sono un problema drammatico per le persone a basso reddito. Il problema è che in Italia la forza politica di queste categorie è vicino a zero ...






LA PRESSIONE SALE
Dominic Laurie
Europe business reporter, BBC News, Rome- 2009

In Italia i livelli del debito sono ancora superiori al valore totale della sua economia.
La fiducia delle imprese si è ridotto in malo modo e la crescita sta rallentando rapidamente. (...)
Una serie di fattori si sono combinati per frenare l’economia, non ultimo il fatto che l'Italia decide di non produrre energia nucleare e, di conseguenza, si basa fortemente su costose importazioni di petrolio e di gas per l’energia necessaria al paese. Le esportazioni stanno soffrendo a causa dell’euro forte, un problema rilevante perché l’economia italiana si affida, molto di più degli altri paesi europei, alle vendite all’estero.

'Troppe regole' Gli attuali problemi italiani hanno colpito il mercato del lavoro.
Una volta molto rari, i contratti di lavoro a breve termine stanno diventando sempre più comuni e sempre più impopolari. I giovani dicono che non possono pianificare per il futuro - comprare una casa, sposarsi - quando il loro lavoro è stato così incerto. Le imprese italiane, però, dicono che necessitano di questa maggiore flessibilità per ridurre i costi. La riforma del lavoro è uno dei pochi successi del governo salutati con gioia dalla Confindustria negli ultimi anni.
A circa 100 km fuori Roma vi è una tipica azienda italiana. Gestita da Franco Fraschetti, sua moglie e suo fratello, la società è stata costituita più di 100 anni fa dal nonno.
Importa attrezzature da giardino con un fatturato superiore a $ 90m (£ 45m) l’anno, e si sta espandendo. La società è un'azienda italiana di successo, ma anche qui, c'è “il buio”.
"E' difficile per una società privata di questo tipo sopravvivere nella situazione particolarmente difficile che il nostro paese vive ogni giorno", dice Franco.
"Ci sono troppe restrizioni, troppe regole, che sono così complicate, così sofisticate! Non credo che le elezioni facciano alcuna differenza, io sono un po’ pessimista."