Κυριακή, 21 Ιουνίου 2009

ITALY - SECOND TOPIC: RELIGIOUS INTOLERANCE

RELIGIOUS INTOLERANCE IN ITALY

Since the signing of the Treaty of Rome in 1957 that established the EEC and initiated the ongoing process of European integration, western European societies have undergone a rapid, drastic, and seemingly irreversible process of secularization. At the same time, the process of European integration, the eastward expansion of the European Union, and the drafting of a European constitution have triggered fundamental questions concerning European identity and the role of Christianity in that identity. What constitutes "Europe"? One of the most controversial and anxiety-producing issues, which is rarely confronted openly, is the potential integration of non-European immigrants, who in most European countries happen to be overwhelmingly Muslim.

Large numbers of Europeans even in the most secular countries still identify themselves as "Christian," pointing to an implicit, diffused, and submerged Christian cultural identity.
Throughout the modern era, western European societies have been immigrant-sending countries, indeed the primary immigrant-sending region in the world. During the colonial phase, European colonists and colonizers, missionaries, entrepreneurs, and colonial administrators settled all corners of the globe. During the age of industrialization, from the 1800s to the 1920s, it is estimated that ca. 85 million Europeans emigrated to the Americas, to Southern Africa, to Australia and Oceania, 60 per cent of them to the United States alone. In the last decades, however, the migration flows have reversed and many western European societies have instead become centres of global immigration


In their dealing with immigrant religions, European countries tend to replicate their particular model of separation of church and state
In Europe immigration and Islam are almost synonymous: the overwhelming majority of immigrants in most European countries are Muslims. Western European societies are deeply secular societies, as liberal democratic societies they tolerate and respect individual religious freedom. But those societies have a great difficulty in recognizing some legitimate role for religion in public life while Muslim religion dominates it.
This creates a feeling of fear and intolerance towards the “other”, particularly felt in Italy.
Here’s an example:

Mosque plans bring controversy to Tuscan town
Mayor backs Islamic centre’s construction, but residents are 'very afraid'
By Jennifer Carlile ,Reporter, msnbc.com
COLLE DI VAL D'ELSA, Italy — For hundreds of years, Colle Val d’Elsa has been renowned for its crystal and as the birthplace of medieval sculptor and architect Arnolfo di Cambio. But, the picturesque Tuscan town, situated on the road between Florence and Siena, may soon be better known as home to one of Italy’s largest mosques. That is, if it’s ever built.
The controversy over the planned construction has been brewing for seven years and has split the local community. The outcome here could set the tone for Muslim endeavours and integration across Italy. “Those of us who live here are really afraid,” said Lucia Prizzi, who lives in an apartment beside the field and vineyards where the mosque will be built. “It’s not right that the local government gave them this land without consulting us first,” she said. Her sentiments are echoed on graffiti along a nearby wall: “No Mosque,” “Christian Hill,” and “Thanks to the communists the Arabs are in our house!!!” Another calls on the mayor, who supports the mosque’s construction, to build it at his house.
Once a nation of emigrants, Italy has only had a sizeable immigrant population for around 15 years, and is still adjusting to the changing circumstances. With one of the European Union’s highest unemployment rates, wages at a near standstill and prices shooting higher along with the euro currency, many Italians see little room for immigrant labour. And since the rise of international terrorism, the growing Muslim community — now at around 1 million, or 2 percent of the population — is being eyed with even greater scrutiny than other immigrant groups.
L’INTOLLERANZA RELIGIOSA IN ITALIA

Sin dalla firma del Trattato di Roma nel 1957 che fondava la EEC ed iniziava il processo d’integrazione europea, le società europee occidentali hanno subìto un processo drastico, rapido, e apparentemente irreversibile di secolarizzazione. Allo stesso tempo, il processo d’integrazione europea, l’espansione dell’UE verso est e la ratifica di una costituzione europea hanno originato domande importanti sull’identità europea e sul ruolo della cristianità in questa identità. Che cosa costituisce “l’Europa”? Uno dei problemi più controversi, che crea più ansia e che raramente viene affrontato apertamente è la potenziale integrazione degli immigranti non-europei, che in grande maggioranza sono musulmani.

Gran parte degli europei, anche nelle nazioni più liberali, si identificano come “cristiani”, indicando un’implicita, diffusa a sommersa identità culturale cristiana. Nell’era moderna, le società dell’Europa occidentale hanno sempre “esportato” emigranti, è stata la parte del mondo da cui sono partiti più emigranti. Durante la fase coloniale, coloni e colonizzatori, missionari, imprenditori, amministratori europei si sono stabiliti in tutti gli angoli del globo. Durante l’età industriale, dal 1800 al 1920, circa 85 milioni d’europei sono emigrati verso le Americhe, l’Africa Meridionale, l’Australia e l’Oceania, e ben il 60% di questi verso gli Stati Uniti. Negli ultimi decenni, comunque, i flussi migratori si sono invertiti e molte società europee occidentali sono divenute centri d’immigrazione globale

Nel loro rapporto con la religione degli immigranti, gli stati europei tendono a replicare il loro modello di separazione stato – chiesa. In Europa, immigrazione e Islam sono praticamente sinonimi: la stragrande maggioranza degli immigrati nelle nazioni europee è musulmana. Le società occidentali europee sono profondamente secolari e, quali società liberali e democratiche, tollerano e rispettano la libertà religiosa individuale. Ma queste società incontrano grande difficoltà nel riconoscere un ruolo legittimo alla religione nella vita pubblica, mentre la religione musulmana domina nella vita di tutti i giorni.
Ciò crea un sentimento di paura ed intolleranza verso “l’altro”, particolarmente sentito in Italia.
Ecco un esempio:

La costruzione di una moschea porta controversie in Toscana
Il sindaco appoggia la costruzione di un centro islamico, ma i residenti sono “molto spaventati”
Jennifer Carlile, Reporter, msnbc.com
Colle Val d’Elsa, Italia - Per centinaia d’anni, Colle Val d’Elsa è stata conosciuta per i suoi cristalli e per avere dato i natali allo scultore e architetto medievale Arnolfo di Cambio. Ma la pittoresca cittadina toscana, situata sulla strada fra Firenze e Siena, potrebbe essere presto meglio conosciuta quale sede di una delle più grandi moschee d’Italia. Sarà così, se verrà costruita.
La controversia sulla prevista costruzione continua da sette anni e ha diviso la comunità locale. Il risultato qui potrebbe determinare un passo avanti verso l’integrazione musulmana in Italia. “Coloro che vivono qui sono molto spaventati”, dice Lucia Prizzi che vive in un appartamento vicino al campo e ai vigneti dove la moschea sarà costruita. “Non è giusto che il governo locale abbia dato loro quel terreno senza consultarci in precedenza”. I suoi sentimenti trovano eco nei graffiti su un muro lì vicino: “No moschea”, “Collina Cristiana” e “Grazie ai comunisti gli arabi sono nelle nostre case!!!”. Un altro si riferisce al sindaco, che è a favore della costruzione della moschea, affinché la costruisca a casa sua.
Una volta nazione d’emigranti, L’Italia sta vivendo una storia d’immigrazione solo da 15 anni e si sta ancora adattando al cambiamento delle circostanze. Con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa, stipendi bloccati e prezzi che s’innalzano sempre più con l’Euro, molti Italiani vedono ben poco spazio per il lavoro degli immigrati. E a causa del crescente terrorismo internazionale, la comunità musulmana in crescita – ora circa un milione di persone, il 2% della popolazione – viene considerata peggio degli altri gruppi d’immigrati.